Storia

Il nome di Rossana trae origine, con ogni probabilita’ dall’aggettivo ROSCIANUS o ROSSIANUS desunto dal nome gentilizio ROSCIUS o ROXIUS riferibile, quest’ultimo, ad un cittadino romano appartenente alla gente Roscia a cui venne concesso il fondo su cui in seguito sarebbe sorto il paese. Cio’ avvene intorno al II secolo a.C. quando Roma occupo’ buona parte dei territori compresi nell’area del Piemonte sud-occidentale, gia’ abitatti dai Liguro-Celti. Dall’aggettivo con desinenza maschile (FONDUS ROSCIANUS, AGER ROSCIANUS) si passo’ quasi certamente alla declinazione al femminile, in riferenza al sostantivo (femminile) Villa o Cohors Rosciana.

La Storia

Il territorio di Rossana fu abitato gia’ dal III e II secolo a.C. dai Liguri Bagienni o Liguri Alpini. Nel II secolo a.C. i Romani sottomisero tutto il territorio dei Liguri e la zona di Rossana venne inclusa nella tribu’ Pollia. Inseguito anche il nostro paese segui’ le sorti dell’impero romano: Visigoti, Ostrogoti, Burgundi, Eruli, Longobardi, Franchi, calarono dalle valli alpine saccheggiando citta’ e villaggi (V-IX secolo d.C.).

Con l’avvento dei Franchi (sec .IX e X) anche nelle nostre valli si sviluppo’ il sistema feudale, il 1 settembre 980 Ottone III concedeva il feudo al vescovo di Torino, Rossana mantenne formalmente tale qualifica sino allo scoppio della rivoluzione francese. In seguito si susseguirono feudatari diversi ma sempre investiti dall’arcivescivo di Torino. Inoltre l’influenza del marchesato di Saluzzo sul feudo fu’ sempre forte, Rossana, a causa della sua posizione geografica di passaggio obbligato tra le valli Maira e Varaita era un punto strategico di congiunzione del commercio tra la Provenza, il Delfinato e le pianure del Sauzzese.

La protezione politica e militare di Saluzzo comporto’, tra il duecento ed il trecento, il coinvolgimento del paese nelle travagliate vicende del Marchesato, spesso impegnato in frenetiche iniziative bellico-politiche, dall’esito incerto che vedevano non di rado Rossana, terra di confine ed estremo avamposto saluzzese, oggetto di scorrerie ed invasioni.

Dopo il 1317 ai del Vasto i vescovi di Torino vennero sostituendo tra il XIV ed il XVIII secolo, altre famiglie: i Mazucco da Melle, i Cervere, i Ricciardino da Savigliano, i Romagnano, i Bernezzo e da ultimi i Gazzelli di Selve. Tra il XIV ed il XV secolo, l’occupazione della valle di Rossana da parte delle truppe del duca di Savoia, sottrasse definitivamente il feudo all’orbita politica del Marchesato di Saluzzo, legandone le sorti alle alterne fortune del Ducato in terra Piemontese, sino alla ricostruzione dello stato Sabaudo a seguito della pace di Cateau-Chambresis, sotto Emanuele Filiberto.

Da allora la storia di Rossana coincide, sostanzialmente con quella del consolidamento e della espansione del Ducato di Savoia sino alla rivoluzione Francese, alla seguente Restaurazione, per giungere infine all’unita’ d’Italia. Durante la rivoluzione Francese, anche a Rossana si ebbe la formazione di un governo comunale rivoluzionario ed il plebiscito che decreto l’incorporamento del comune nella Repubblica Francese, nel dipartimento dello Stura. In ossequio al decreto Napoleonico del 1804 si trasferi’ il cimitero fuori dal paese e fu abbandonato quello presso il sagrato della chiesa. A seguito della Restaurazione, dal 1814 Rossana segui’ le sorti del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia, dando il suo tributo di vite a tutte le guerre del Risorgimento.

Il Castello      

Di fattura massiccia, ancorche’ quasi interamente diroccato, il castello di Rossana si erge sulla cima di una collina sovrastante l’abitato. L’edificio, usato come fortizio dai primi feudatari (le sue origini risalgono circa all’anno mille), venne in parte adibito ad abitazione attorno al XVI secolo; gravemente danneggiato nell’ambito della guerra che contrappose Cristina di Francia ai di lei cognati Maurizio e Tommaso di Savoia fu parzialmente ricostruito e nuovamente abitato sino alla fine del XVII secolo per essere poi definitivamente abbandonato nella prima meta’ del settecento.

La Chiesa Parrocchiale 

L’ampia facciata della chiesa parrocchiale e’ cio’ che primamente risveglia l’interesse del visitatore il quale, giunto a Rossana, acceda alla piazza del paese. La singolarita’ che balza subito all’occhio del visitatore e’ il gigantesco dipinto di S. Cristoforo (protettore dei viandanti un tempo visibile da chi percorreva la valle) che ricopre per l’intera altezza, la facciata della chiesa.

Altra singolarita’ sono le pregevoli decorazioni in cotto che abbelliscono l’intera facciata. La caratteristica linea gotica adorna di pinnacoli, cosi’ diversa da quella delle altre chiese circostanti richiama quella di molte chiese gotiche francesi come la cattedrale di Rouen e le cattedrali di Bezier e di Lion con l’oculo inserito nella cuspide. Costruita a partire dall’undicesimo secolo, venne successivamente ampliata (sec. XIV) seguendo la originaria impostazione ad una sola navata.

Nel quattrocento fu creato il sagrato e si cerco’ di abbellire l’edificio all’esterno conferendogli la sua inconfondibile fattura gotica; nel seicento, con l’apertura dei muri laterali dell’aula, furono ricavati i quattro altari minori. A cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo venne innalzata l’odierna sacrestia; il campanile, eretto nel duecento, fu restaurato nel XV secolo e sopraelevato nel seicento coll’attuale cella campanaria.

  • C.F. Savio “Rossana, ossia il passato di un villaggio prealpino” – Saluzzo,Libreria Mortara 1937
  • G. Beltrutti “Rossana nella storia del Piemonte Sud Occidentale” – L’Artistica di Savigliano 1975
  • A. Arnaudo “La chiesa parrocchiale di Rossana” – Arti Grafiche LCL
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